La nuova stanza della “casa virtuale” di Raboni è “Il lavoro nell’editoria”. Con questa conversazione con Arrigo Lampugnani Nigri, spieghiamo perché contiene «Questo e altro».

Nella biografia di Vittorio Sereni del “Meridiano” Mondadori (1995), Giosue Bonfanti scrive: “D’intesa con Niccolò Gallo, Dante Isella e Geno Pampaloni dà vita e nome a «Questo e altro», una rivista trimestrale edita da Lampugnani-Nigri, a partire dalla primavera 1962. Chi scrive ricorda le riunioni redazionali del venerdì sera, in via San Gregorio, dove, accanto a Sereni, volta a volta, sedevano coi vecchi amici (come Ferrata o Francesco Arcangeli, quando abitava a Milano) i ‘giovani’, come Raboni, Tadini, Bellocchio e Cherchi”. L’idea della rivista è davvero di Sereni?
No, è di Giovanni e mia, anche invogliati dalla pubblicazione di «Aut aut». Giovanni lavorava con me a tempo pieno: era procuratore legale per tutto il nostro gruppo di aziende. Ma si sa quali fossero i suoi veri interessi. Ci siamo rivolti a Sereni, e lui ha accettato.
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Arrigo Lampugnani Nigri è nato a Milano il 19 novembre 1932. Compagno di liceo di Raboni - e maestro di assenze come Raboni - ha Vittorio Sereni come professore privato di italiano e Enzo Paci come professore privato di filosofia. Si laurea alla Statale con una tesi sui Manoscritti economico-filosofici del 1844 di Marx. Nel 1961 dà vita alla casa editrice Lampugnani Nigri Editore che pubblica fino al 1972 «Aut Aut», fondata da Enzo Paci nel ‘52 (fino al ’56 pubblicata da Taylor, nel ‘57 da Mantovani - ma finanziata sempre da Alice Nigri, madre di Arrigo - e nel ‘58 da Kairos, una delle società del gruppo Lampugnani). Raboni ne è segretario di redazione dal ’59 al ’67. Come editore, ha pubblicato nel 1961 il primo libro di Raboni, Il catalogo è questo, nel 1967 Gesta romanorum e nel 1981 Quaderno in prosa. Come autore, con lo pseudonimo di Sergio Livio Nigri, ha pubblicato I cento disegni, Guanda 1976, presentazione di Giovanni Raboni, Continuo, Lampugnani Nigri 1981, con una nota di Giovanni Raboni, e Paicap, Pagine 2012.